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Cos’è la Sharing Economy?

1 ottobre 2015
Scritto da Co Immunity

Avendo scritto una tesi sulla Sharing Economy, molte volte le persone mi hanno chiesto cosa significasse questo termine. Non è sempre facile dare una definizione, ma proverò ad esporlo in questo post.

La Sharing Economy è un ecosistema socio-economico costruito intorno alla condivisione di risorse umane e fisiche. Include la creazione, produzione, distribuzione, commercio e consumo di beni e servizi condivisi tra differenti persone e organizzazioni.

La Sharing Economy comprende i seguenti aspetti: scambio, acquisto collettivo, consumo collaborativo, proprietà condivisa, valore condiviso, co-operare, co-creazione, riciclo, ri-distribuzione, commercio di beni usati, prestito, modelli basati sull’iscrizione.

La Sharing Economy è un ecosistema economico sostenibile composto dai 10 seguenti blocchi:

1. Persone: le persone sono il cuore della Sharing Economy; è una People’s Economy, significa che le persone sono attivi cittadini partecipi delle loro comunità e della società nel suo complesso. I partecipanti della Sharing Economy sono individui, comunità, aziende, organizzazioni e associazioni, i quali sono tutti profondamente incorporati nel più efficiente sistema di condivisione, e di cui tutti beneficiano.  I diritti umani sono rispettati e salvaguardati. Le persone sono anche fornitrici di beni e servizi; sono creatori, collaboratori, produttori, co-produttori, distributori e ri-distributori. In una Sharing Economy, le persone creano, collaborano, producono e distribuiscono peer-to-peer, persona-a-persona (P2P). La Micro-imprenditorialità è celebrata, in cui le persone entrano in stretto contatto l’uno con l’altro e negoziano tra pari (P2P).

2. Produzione: in una Sharing Economy, persone, organizzazioni e comunità sono attivi partecipanti nella produzione o nella co-produzione di beni e servizi in modo collaborativo e co-operativo. La produzione è aperta e accessibile per chi desidera partecipare. Internet, le nuove tecnologie e i network consentono lo sviluppo di  prodotti e servizio in maniera collettiva, trascendendo le barriere geografiche. C’è una forte responsabilità sociale e i servizi pubblici sono co-prodotti, sviluppati e dati da un ampio numero di attori su più livelli sociali; famiglie e amici, comunità locali, imprese sociali, aziende e governi.

3.Valore e Sistemi di Scambio: una Sharing Economy è un’economia ibrida in cui ci sono una varietà di forme di scambio, incentivi  e creazione di valore. Il valore non è  visto puramente come valore finanziario, ma più ampiamente il valore economico, ambientale e sociale sono ugualmente importanti. Il sistema comprende valute alternative, monete locali, banche del tempo, investimenti e capitali sociali. La Sharing Economy è basata ricompense sia materiali che non materiali e incoraggia il più efficiente utilizzo della risorse. Questo sistema di incentivi ibrido motiva le persone ad intraprendere attività produttive. In una Sharing Economy lo spreco ha valore, è visto come una risorsa nel posto sbagliato.

 

4. Distribuzione: in una Sharing Economy, le risorse sono distribuite e ridistribuite attraverso un sistema efficiente ed equo su scala locale, regionale, nazionale e globale. I modelli di proprietà condivisa come cooperative, acquisto collettivo e consumo collaborativo sono caratteristiche di un’economia condivisa, promuovendo una giusta distribuzione delle risorse che beneficia l’intera società. I sistemi di democrazia partecipativa favoriscono lo sviluppo di strutture e legislazioni che promuovono e salvaguardano un’efficiente distribuzione delle risorse su tutti i livelli della società. Le risorse inutilizzate sono ri-allocate o negoziate con coloro che ne hanno bisogno per creare un sistema circolare che sia efficiente ed equo. Il riciclo e la condivisione del ciclo di vita di un prodotto sono caratteristiche comuni dell’economia condivisa. Lo “spreco” è visto come una risorsa nel posto sbagliato e il sistema usa la tecnologia  per ridistribuire tali risorse e generare valore per le persone, le comunità e le aziende. L’accesso è promosso e preferito sulla proprietà che è vista come proprietà distribuita o condivisa. Ad esempio, essere membro di un car club e pagare per cosa usi, è preferibile e più intelligente anzichè sostenere il costo, l’onere, lo spreco di risorse dati dalla proprietà di un bene, come un’automobile.

5. Pianeta: la Sharing Economy mette entrambe le persone e il pianeta al centro del sistema economico. La creazione di valore, la produzione e la distribuzione, operano in sinergia e armonia con le risorse naturali disponibili, non a spese del pianeta, promuovendo il fiorire della vita umana entro limiti ambientali. La responsabilità ambientale, compresi gli oneri di danno ambientale, sono condivisi tra le persone, le organizzazioni e i governi nazionali. Beni e servizi nella Sharing Economy sono progettati per la sostenibilità piuttosto che l’obsolescenza per promuovere non solo il riutilizzo delle risorse, ma anche modelli che abbiano un impatto positivo sul pianete. Un esempio potrebbe essere un paio di scarpe da ginnastica realizzate con materiali con materiali riciclati che hanno semi impiantati in suole biodegradabili; come si degradano le suole, crescono delle piante.

In questo post sono esposti solo cinque dei dieci aspetti fondamentali per la creazione di una Sharing Economy, nel prossimo post saranno presentati gli atri cinque aspetti necessari alla creazione del modello economico che si sta diffondendo nel panorama attuale.

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