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Intelligenti o stupidi: dipende da noi

26 ottobre 2015
Scritto da Co Immunity

Sul Corriere della Sera c’è un bellissimo reportage fotografico di Andrea Marinelli (le foto sono di Masiar Pasquali) dagli Stati Uniti dove per una volta la logica della disconnessione da Internet è affrontata senza preclusioni di principio. Al riguardo da noi molto spesso si è assistito ad una guerra di schieramenti molto netta: da una parte i sostenitori dell’essere sempre connessi, i mitizzatori del wifi ovunque come strumento quasi prioritario di accelerazione economica e perfino di affrancamento sociale, dall’altro la folta schiera dei dubbiosi che, in un paese a bassa penetrazione digitale come l’Italia si è divisa fra timorosi (le onde delle reti wireless fannomale a noi ed ai nostri figli) e fra i contrari a prescindere (quelli di Internet ci rende stupidi ecc ecc).

Uscire da un simile cortocircuito non è sempre facile ed il lungo articolo di Marinelli ci riesce benissimo. Non è sempre necessario riferirsi ai massimi sistemi: il wifi in una cafeteria o in una libreria può essere una buona idea o può non esserlo, può facilitare gli affari o ostacolarli, può addirittura essere funzionale agli scopi in un periodo e non esserlo più in un altro. Tutto ciò non incrina la nostra essenza di esseri connessi, non mette in discussione diritti o principi di libertà costituzionali, nel caso delle attività commerciali è banalmente una scelta di interesse come molte altre.

Noi non siamo più intelligenti o più stupidi perché c’è Internet. Noi attraverso Internet possiamo essere più intelligenti e possiamo essere più stupidi. Dipende solo da noi.

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